Wonderland

Ho avvicinato questa persona con cui sto parlando perché mi ha incuriosito. Ha l'aspetto di chi porta con sé un qualche tipo di dolore, non meglio definito. Un qualcosa che l'ha portata fuori dai binari che stava percorrendo, e che sembra la stia cambiando, a tratti in meglio, a tratti peggio. 

Mi sta raccontando un sacco di cose; se prima era partito a strozzo, ora è un fiume in piena. Tanti dettagli, di cui molti inutili. E ha l'abitudine a divagare, e a finire con il perdersi nel discorso. Poveretto, deve essersi davvero scottato con questa esperienza. 

Ora apre un'altra parentesi. Sembra che stia cercando ogni argomentazione e punto di vista per dimostrare la sua capacità analitica, o quella che pensa di avere. Vuole, secondo me, provare a conservare una sorta di dignità, sebbene stia raccontando una situazione impietosa. 

Però cavolo, parla solo lui. Ok, lo lascio sfogare, dopo gli dirò come la penso io. Ma che noioso, questa cosa l'ha già detta. Dai amico, va bene tutto, ma adesso riprenditi, perché mi sembra che tu sia ossessionato. Guarda come ti agiti, e smettila di guardarmi così. Cazzo, ma vuoi startene zitto una buona volta?

E va bene, continua pure. Del resto, che tu sia nel giusto o nel torto, ti è successo qualcosa di brutto, che uno spera sempre non succeda. Però non mi stai dando retta, sei confusionario. Vuoi smetterla di agitarti in quel modo?

Ora mi ascolti, senza parlarmi sopra. Ok? Perché altrimenti ti lascio qui e me ne vado, perché sta scemando il mio interesse.  Niente, non vuole ascoltarmi. Anzi, guarda che buffone. Mi deride, mi ignora, continua nel suo monologo, alzando anche la voce. Ma io mi sono stufato: vattene, gli dico, vattene lontano da qui. Ma non se ne va, non accenna nemmeno a farlo. Ora però divento aggressivo. Qui non è dove deve stare un relitto del genere, che già bastano i miei di problemi, egocentrico del cazzo.

Ma ancora non la finisci? Senti, ti dico questa: probabilmente ci hai messo del tuo per finire così, ok? Vai a piangere da un'altra parte, e ripensa alla tua vita. E ti ho detto di smetterla di fissarmi in quel modo! Sei ributtante, tu e le tue nevrosi. Mi hai sentito, maledetto schizzato di merda? Ora ti metto le mani addosso!

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Mi risveglio sul pavimento. Le mie mani hanno sanguinato parecchio, le gocce scorrono lungo gli avambracci, e nel raggiungere i gomiti precipitano a terra su quelli che sembrano essere frammenti di vetro. Sono dolorante, ho in bocca il sapore del vomito. Mi alzo in piedi a fatica. L'effetto delle droghe è svanito, e realizzo di aver parlato tutta la notte ad uno specchio. 

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