Racconto crudo (su richiesta)
Freddie era il cestino di Amanda. In realtà nato portaombrelli, ma il suo utilizzo, per l'instauramento di un circolo vizioso, era mutato da quello previsto dal progetto di fabbricazione. Freddie era ovviamente un oggetto inanimato, ma Amanda, che viveva sola in un disgustoso appartamento di Liverpool con tutti i difetti strutturali che può aver accumulato una casa in una palazzina di periferia degli anni '60, aveva l'abitudine di parlare con quel manufatto, il quale aveva un aspetto decisamente kitsch.
Una sera, si spiegò quella strana attrazione: aver sostituito quell'oggetto dalla sua funzione primaria, per buttarvi invece piccoli rifiuti amorfi, altro non era che un vano tentativo di soffocare la sua malcelata voglia di cazzo e sperma.
Quella sera erano passatì esattamente sette anni dal suo ultimo rapporto sessuale, consumato con un cosplayer sottopeso travestito da Jango Fett. Era tempo di pensare di nuovo alle gioie dell'intimità. Era un giovedì sera, i pub semivuoti della città potevano essere un buon terreno per trovare un uomo. Si sistemò i capelli, indossò le lenti a contatto, prese un paio di tacchi 10 verniciati dallo scaffale, tra una riproduzione della bacchetta di Severus Piton e un Funko Pop di Harley Quinn, e si diresse in centro. Aveva un aspetto davvero piacente, ed era difficile spiegarsi come un tale bel musetto facesse così fatica ad inserirsi nella vita sociale.
Pioveva. Arrivata al pub, fece scendere tre Guinness in scioltezza. Al bancone si sedette un uomo più o meno della sua età: capello medio, aria da intellettuale, faccia pulita. Dopo un'indulgenza iniziale, Amanda si lanciò in quella conoscenza. Xavier era un ragazzo molto interessante, e ben presto tra i due si instaurò un'inaspettata alchimia, con un dialogo dai toni molto alti in cui Amanda trovava brillantemente gli spazi per inserire delle occhiate maliziose. Dopo due ore e dieci di conversazione, Amanda propose a Xavier di andare da qualche parte, sicura di aver trovato una persona con cui lasciare andare la sua voglia di amare, e amarsi. Ma Xavier rifiutò gentilmente.
Quindici minuti dopo, Amanda era in metro, in attesa del treno che l'avrebbe riportata a casa. L'onta del rifiuto maturò in un lampo in quell'istante. Amanda consumò quel che restava del suo flacone di ossicodone, lo gettò nei binari, si calò il perizoma alle caviglie e fissando il vuoto sbraitò:
"E QUINDI CREDETE CHE IL CAZZO SIA TUTTO VOSTRO? E PERCHÉ, NOI SULLA FIGA NON CI PAGHIAMO LE TASSE? CHIEDETEMI QUANTO COSTA UNA CAROTA A RUSSELL STREET! IO MI TRAFIGGO LA PASSERA!"
E così fece. Prese l'ombrello e lo infilò senza esitazione nella vagina, ben oltre i limiti di profondità concessi dal suo fisico. In un impeto di adrenalina, riuscì anche ad attivare l'apertura automatica dell'oggetto. Non ebbe modo di raccontarlo.
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